Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
images/tabaku-sicilia.jpeg

In Sicilia allevano talenti: il sogno azzurro di Fabian Tabaku

News dal Territorio

“È determinato, deciso, non si arrende mai”. Sono solo alcuni dei commenti che accompagnano le sempre più brillanti prestazioni di Fabian Tabaku, albanese (in attesa di cittadinanza italiana), giovanissima promessa della pallamano siciliana in forza allo Scicli, squadra che partecipa al campionato di serie B. Fabian è un marcantonio di 192 centimetri, un’autentica forza della natura, soprattutto un ragazzo con le idee ben chiare. La determinazione l’ha ereditata da papà Ilir e mamma Zana per ben otto volte protagonisti della traversata dell’Adriatico, da Durazzo a Lecce, e sempre, puntualmente, rispediti a casa. Testa durissima quella di Ilir che al nono tentativo, però, fece centro trovando rifugio, affetto e una prospettiva di vita migliore a Modica, in Sicilia, terra natale del talentuoso Fabian. Ora la coppia Tabaku vive serenamente in Italia dove, però, non ha ancora ottenuto il riconoscimento della cittadinanza; non propriamente un dettaglio per il quindicenne figliolo.

“Si perché per il momento – racconta il giovane terzino, punto di forza dello Scicli – non posso coronare il sogno di vestire la maglia azzurra pur avendo partecipato ad alcuni stage. Aspetto con impazienza il raggiungimento della maggiore età per fare domanda di cittadinanza. La speranza è che nel frattempo non cambino le cose….”.

Allevato con cura da Enrico Parisi Assenza e Luca Ammatuna, due pilastri della rinascente pallamano siciliana, Fabian Tabaku ha cominciato a giocare da giovanissimo. “frequentavo la quarta elementare quando mi venne offerta la possibilità di cimentarmi con quello che poi sarebbe il mio sport, anzi la mia vera ragione di vita. Si, perché – prosegue – la pallamano mi ha cambiato in meglio, mi ha rimesso in carreggiata. Prima – aggiunge - non ero propriamente un ragazzo tranquillo mentre ora grazie all’impegno e alla dedizione dei miei maestri, tutta quell’energia la sprigiono solo sul campo, giocando, correndo e segnando tanto. Molto meglio!”.

Famiglia, scuola (Fabian frequenta l’Istituto Psicopedagogico) e pallamano; il giovane Tabaku ha idee e progetti chiari per il futuro. “Completare gli studi, poi iscrivermi all’Università possibilmente in un centro dove poter giocare a pallamano anche ad alti livelli, se ne avrò la capacità. Difficile?”. Non crediamo assolutamente giovane Fabian e se pure dovessi avere un tentennamento basterà chiedere a papà Ilir e a mamma Zana come fare...