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Dal Territorio - Valentina Giallongo, simbolo e capitano dell’Aretusa.

Serie A2 Femminile

Trasmettere alle giovani la cultura del lavoro e poi magari provare a raccogliere una grande risultato. Sono questi gli obiettivi che Valentina Giallongo si prefigge di raggiungere in questa stagione.

Trentacinque anni, pivot, Valentina è da sempre capitana nelle squadre dove ha giocato. Adesso a maggior ragione che si ritrova insieme ad un gruppo di giovani sia siracusane che di Troina e Rosolini.

“Diciamo che siamo un gruppo ben assortito – commenta – anche se sulla carta siamo meno forti dello scorso anno perché abbiamo perso per vari motivi qualche atleta, ma stiamo dando di più sul piano della determinazione”.

Quindi una squadra che sicuramente come è stato lo scorso anno guarda in alto.

“Ritengo di si – continua – anche se abbiamo cambiato totalmente il nostro gioco con il nuovo allenatore Antonio Costa che da secondo è passato primo. Ma devo dire che stiamo andando bene e sono ottimista per il prosieguo del campionato”.

Da giocatrice più esperta cosa vuoi trasmettere alle nuove leve?

“Prima di tutto la mentalità, pensare da professionista -continua – se vuoi giocare ad alti livelli devi fare un minimo di sacrificio anche se a mio avviso per chi come me ama la Pallamano non si tratta affatto di sacrificio ma di piacere. Ma la verità è che parliamo di nuove generazioni. E quelle odierne sono meno propense al “sacrificio”. E’ un problema prima di tutto mentale. E difatti negli ultimi anni purtroppo strada facendo abbiamo perso diverse giocatrici. Ma quelle che sono rimaste, allenamento dopo allenamento, acquisiscono questa mentalità e accettano di buon grado i consigli da chi come me, e le altre anziane Marina Micciulla e Marika Spada, diamo giorno dopo giorno”.

Lo scorso anno siete arrivate nei Play off. Quest’anno credete che si possa arrivare in Serie A1?

“E chi entra in campo già con l’idea di non potercela fare? Sicuramente non io”

(Foto:Aretusa Siracusa)