Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità, contenuti e servizi più vicini ai tuoi gusti e interessi. Chiudendo questo messaggio, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie per le finalità indicate. Per per saperne di più fai clic qui.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
images/editor/giacomo_balbo_torri.jpg

Dal territorio - Con Giacomo Balbo Torri torna a colorarsi d'azzurro

Giacomo Balbo, classe 2002, non è solo un ragazzo che ama lo sport e insegue un sogno. E’, a modo suo, anche un simbolo. Perché questo ragazzo nato a Vicenza e alto poco meno di un metro e novanta, con la sua convocazione per lo stage della nazionale Under 19 che si è svolto in febbraio a Chieti, è anche un obiettivo centrato. Quello di una società storica e gloriosa, come l’Unione Sportiva Torri, che torna a dare giocatori alla maglia azzurra.

Era dai tempi di Giovanni Cabrini, altro terzino col braccio caldo e il fisico imponente, che un atleta non passava dalla casacca biancoverde a quella della nazionale. Il lavoro che un grande nome della pallamano italiana, Robert Havlicek, sta svolgendo al Pala Villanova sta dando risultati e si traduce anche in soddisfazioni come questa. Che saranno anche piccole cose, forse, ma servono a dare la conferma della qualità di quel che si fa in palestra.

“Andare in nazionale è stato davvero bello, un ambiente stimolante. Confrontarsi con i ragazzi che vengono da tante altre società, da tante altre parti d’Italia e anche da altre categorie, è sempre una grande emozione”.

Giacomo sta finendo il liceo, non sa ancora cosa farà l’anno prossimo ma è arrivato al cospetto dello staff della nazionale seguendo un percorso preciso e lineare. “Ho iniziato al Vicenza, dopo un po’ sono passato al Torri. Non nascondo che avere la possibilità di essere allenato da Robert (Havlicek ndr) è stato uno degli elementi che mi hanno spinto ad andare lì. Questa è la mia quarta stagione con il Torri e sento di essere migliorato. Purtroppo, ci possiamo allenare solo tre volte alla settimana, gli spazi sono pochi e con il Covid è ancora più complicato. Però stiamo crescendo e ci siamo tolti delle belle soddisfazioni”.

Giacomo gioca stabilmente in serie A2 ma quando si va in nazionale ci si confronta con il top del top: come è stato dividere il parquet con i migliori d’Italia? “Bello, anche se mi sono reso conto che da un punto di vista tecnico sono un po’ indietro rispetto a loro. I ragazzi delle società di A1 si allenano anche cinque volte alla settimana, chiaro che questo poi si vede in campo. Fisicamente mi sono sentito a posto, non ho avuto problemi. Tecnicamente invece devo migliorare”.

La nazionale 2002-2003 ha la prospettiva di giocare con le squadre migliori d’Europa, ed è un gruppo molto forte. C’è qualcuno che ti ha impressionato più degli altri? “I giocatori forti che ho incontrato in nazionale sono tanti ma, se devo fare un nome, direi Thomas Bortoli del Cassano. Lo avevo visto giocare ma in campo mi ha davvero colpito”.

Da Torri di Quartesolo alla nazionale il passo può essere lungo o corto, dipende dalle circostanze; e poi il futuro, chissà … “Adesso penso alla maturità, poi vedremo”.