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Romagna chiama Handball: largo ai nuovi Bulzamini

Non è mai semplice affrontare un cambiamento, un rinnovamento. Nella vita come nello sport, arriva un momento in cui ci si ferma a pensare e si decide di intraprendere un percorso totalmente diverso da quello praticato fino a un istante prima. Il Romagna negli ultimi anni ha recitato un ruolo da protagonista della serie A1 raggiungendo le semifinali Scudetto e ben figurando nelle Final8 di Coppa Italia. Quest’anno, però, è arrivato quel momento: il nucleo storico della prima squadra decide di fare un passo indietro lasciando spazio ai tanti ragazzi del settore giovanile, risultato: ultimo posto in Regular Season e penultimo nella Poule Play-Out. Dalle semifinali Scudetto alla lotta salvezza, una realtà difficile da digerire dopo i successi recenti, ma necessaria per rifiorire.

Ridimensionare le proprie ambizioni non è mai facile ma questo non ha spaventato lo staff tecnico e in particolare Fabrizio Tassinari, giocatore e allenatore: “Ci siamo trovati dinanzi a questo fisiologico ricambio generazionale ma per nostra fortuna non siamo mai a corto di risorse. Il gruppo che sta disputando l’A1 è molto coeso e non ha paura di misurarsi a questo livello. Servirà tempo, dovremo stringere i denti e accumulare esperienza per crescere sempre di più”.

Tanti sforzi e speranze sono riposti nella selezione U17 maschile: “E’ un gruppo che gioca da tanti anni insieme, li ho cresciuti al punto da considerarli come dei fratelli minori. Per poco non siamo entrati nella Top8 della regione ma il lavoro impostato con loro porterà i frutti. L’esempio cui possono far riferimento è chiaramente Davide Bulzamini che, dopo aver fatto l’intera trafila delle giovanili, è andato a giocare in Francia. Il livello che vogliamo ottenere è questo: ragazzi da prima squadra e di caratura internazionale. Siamo molto competitivi anche nelle categorie U19 e U21 senza tralasciare i più piccoli, con cui coltiviamo la cultura del lavoro e del miglioramento senza guardare al risultato”.

 Il Romagna è identificabile come una famiglia che coccola i propri figli e li prepara al grande salto: “Abbiamo sempre lavorato ‘in casa’, con giocatori del nostro piccolo paese o dei dintorni. Per me è un piacere allenare questi ragazzi e giocare con loro, la gioia di tornare ai vertici sarà ancora più grande”.